Banche Venete e Fantozzi: la profezia che si autoavvera

“Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse sono reali nello loro conseguenze”

Lo disse William Thomas, sociologo e capo della scuola di Chicago.

Questo significa che se si diffonde una credenza o diceria, vera o falsa che sia, saranno comunque reali le sue conseguenze, perché involontariamente i protagonisti metteranno in atto comportamenti che faranno accadere l’evento.

Un altro sociologo, Robert K. Merton, definì questa affermazione come “Teorema di Thomas”, la riprese negli anni ’30 e la sviluppò. Le persone come singoli individui o in gruppo sono in grado di cambiare il corso degli eventi, semplicemente in base alle credenze che si creano o che vengono loro indotte.

Nella versione simpaticamente pessimistica della legge di Murphy si direbbe: “Se una cosa può andar male, sicuramente lo farà!”.

Ma fortunatamente tutto questo vale anche in positivo.

In Italia ogni anno a Natale ci propinano un film fondato proprio su questo teorema, dal titolo: “Una poltrona per due”. Nella storia, per scommessa, un ricco finanziere e un povero mendicante si scambiano i ruoli e dopo poco tempo essi diventano persone diverse, sfruttando l’effetto Pigmalione (anche detto effetto Rosenthal, dal nome del docente che lo sperimentò su alcuni studenti).

Lo psicologo tedesco Robert Rosenthal dimostrò attraverso un esperimento psicosociale che se prendi un gruppo di persone considerate svogliate o stupide e le tratti come assennate e intelligenti, dopo qualche tempo inneschi un meccanismo di miglioramento. Attenzione solo a mantenere un contatto con la realtà senza cedere all’eccesso di confidenza o buonismo e a proseguire l’esperienza per un numero di mesi sufficientemente idoneo (minimo tre). Questo perché il giudizio può influenzare – in positivo o in negativo – sia chi lo emette che chi lo riceve e le aspettative possono condizionare la qualità delle relazioni interpersonali e il rendimento delle persone.

Cosa c’entra tutto questo con le Banche Venete e con Fantozzi?

Beh, sono due esempi di come la comunicazione mediatica o cinematografica possa creare credenze dagli effetti devastanti. Ma andiamo con ordine.

Nel caso della Banca Popolare di Vicenza e di VenetoBanca la situazione di crisi dei due istituti è stata enormemente accentuata e accelerata proprio da quelli che pensavano di fare di tutto per contenerla. Mi riferisco al danno provocato dall’informazione, che ha avuto impatto sui clienti, generando una corsa agli sportelli.

In inglese questo fenomeno viene definito “Bank run” e ne fu vittima anche la banca Northern Rock, che vide addirittura diffuse le immagini dei suoi clienti in fila fuori per prelevare. I giornalisti volevano proteggere i risparmiatori e invece così facendo li hanno spinti ancor più nel baratro, instillando nei clienti la paura di una insolvenza della banca. Per correttezza e rispetto del pubblico, sarebbe meglio verificare l’impatto delle informazioni che vengono trasmesse, perché a volte anziché far del bene si danno solo ulteriori pene!

Nel caso di Fantozzi, invece, l’impatto è stato sul sistema economico italiano in generale. Questo personaggio ha creato involontariamente una credenza generalizzata su un’intera categoria di studenti e professionisti, credenza che ha addirittura portato al cambio del nome e alla eliminazione dei vecchi Istituti Tecnici Commerciali.

La figura del Ragioniere, che prima di Fantozzi aveva la sua dignità, è stata distrutta da Paolo Villaggio a discapito dell’economia e delle aziende italiane.

Al termine “ragioniere” veniva attribuita una immagine di concretezza e sobrietà. Dopo i film di Villaggio, di “sfigatezza” e stupidità.

E quindi per circa trent’anni in Italia abbiamo massacrato questa funzione, salvo poi scimmiottare nel frattempo i paesi di lingua anglosassone, riempiendoci di pseudo CFO, CAO e compagnia danzante, spesso privi delle competenze minime di base.

Chi sapeva fare si è lasciato superare da chi sapeva solo parlare…

A questo riguardo mi viene in mente una vignetta vista qualche tempo fa in internet nella quale si ricordava che: “Gli italiani in canottiera hanno costruito l’Italia del dopoguerra con sudore e fatica, quelli in camicia bianca la stanno distruggendo”.

La mia speranza è che si possa tornare ad azioni di concretezza, sapendo comunicare in modo rispettoso e con le emozioni giuste. Paura, senso di colpa e vergogna sono armi nelle mani di chi è povero di competenze ma vuole manipolare gli altri non accorgendosi a volte di creare un danno enorme, anche a se stesso!

Applicare le recenti scoperte delle neuroscienze alla comunicazione con il Me.To.Do. Emoc® può essere una strada da percorrere per raggiungere questo obiettivo.